contatore visite I muri di Berlino - Federico Wilhelm photography

I muri di Berlino - Federico Wilhelm photography

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Berlin, symbol city of tensions and outbursts in recent decades, first summit of tragedy, so circumscribed island, now metropolis towards the future, is expressed in urban context, in discontinuous traces of the Wall indestructible and devastation of yards flourishing.

The past comes back, as well as the emblematic statues of Marx-Engels Forum moved from original site, but the removal of the material memories hard to dilute the inner signs. The layers of history is witnessed by the city: under the eyes of its residents - participants or spectators? - walls are reconstructed, parallel to the old, these memories, those the future.

The Fernsehturm, "the television tower", political and technical masterpiece of the DDR, still characterizes the skyline and capital identity, trying to impose itself on the skeletons of the recent renovation of the Palace of the Republic, or leave dematerialize in the reflection on modern skyscraper.

At Holocaust Memorial, four stelae  unintentionally evoke in sky over Berlin profile of the Iron Cross of Germany, already warning of death: hope projection or firm concrete on history shoulders, that we take lying down on the bottom of a humanity tomb .

Berlin Walls are diaphragms between history bridgescrossed out from the crowd: what remains is a bustle that goes back to new times and new spaces or descends toward interiority perhaps never completely demolished.





Berlino, città simbolo di tensioni e slanci degli ultimi decenni, dapprima vertice di tragedia, quindi isola circoscritta, ora metropoli disposta al futuro, si esprime nel contesto urbanistico, nelle tracce discontinue del Muro indistruttibile e nelle devastazioni dei cantieri fiorenti.

Il passato arretra, così come le emblematiche statue del Marx-Engels Forum spostate dal sito originale, ma l'allontanamento dei ricordi materiali stenta a diluire i segni interiori. La stratificazione storica è testimoniata da quella urbana: sotto lo sguardo dei suoi abitanti - partecipi o spettatori ? - si ricostruiscono i muri, paralleli ai vecchi, questi il ricordo, quelli il futuro.

La Fernsehturm, "la torre della televisione", capolavoro politico e tecnico della DDR che ancora caratterizza lo skyline e l'identità della capitale, tenta d'imporsi agli scheletri della recente ristrutturazione del Palazzo della Repubblica, o si lascia smaterializzare nel riflesso sul moderno grattacielo.

Al Memoriale dell'Olocausto, quattro stele evocano involontariamente nel cielo sopra Berlino il profilo della Croce di Ferro Tedesca, già monito di morte: proiezione di speranza o immobile cemento sulle spalle della storia, che cogliamo sdraiati sul fondo di una tomba dell’umanità.

I muri di Berlino sono diaframmi tra i ponti della storia, attraversati dalle moltitudini: quel che resta è un andirivieni che risale verso nuovi tempi e nuovi spazi o ridiscende verso interiorità forse mai completamente demolite.


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