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Tibet: lo Spazio nel Tempo - Federico Wilhelm photography

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Le immagini testimoniano il passaggio nell’estate 2010 attraverso il Tibet Orientale,
prolungamento geografico e culturale degli altopiani della Regione Autonoma Tibetana (TAR)
verso l’antica regione del Kham, oggi parzialmente incorporata nell’attuale provincia cinese del
Sichuan. Da sempre linea d’incontro e attrito tra il mondo tibetano e quello cinese, l’area è
aperta agli stranieri solo dal 1998.

Il paesaggio montano, dominato da foreste che toccano i 4.000 metri, evoca lo scenario delle
Alpi svizzere, con cime che superano però i 7.000 metri, dove si celano le sorgenti di alcuni
grandi fiumi dell’Asia, come il Mekong.

Disseminato di preziosi monasteri e dimora storica di autorevoli lama, il Kham affascina per
la sua gente seminomade: i mandriani, con i loro indumenti di pelle grezza e i capelli raccolti
nella lunga treccia, attraversano gli ampi spazi in motocicletta. Talvolta si ha l’impressione di
trovarsi nel west americano, con guerrieri khampa e yak invece di indiani e bufali.

Non essendo ufficialmente incluso nella tumultuosa “Regione Autonoma Tibetana”, ormai
ambita meta turistica anche della popolazione cinese, il Tibet Orientale gode di limitati controlli
e minori restrizioni religiose imposte dal governo centrale: la cultura e le tradizioni tibetane
conservano proprio qui antiche e più tutelate radici. L’esiguo flusso di stranieri favorisce le
occasioni di contatto con la popolazione e i monaci.

Il pervadente misticismo buddhista si svela con immagini di quotidianità e contrasti, di spazi
limpidi e ombre segrete.

Viaggio in un tempo passato remoto.


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